Secondo alcuni studiosi di cavalli non è corretto usare il termine razza ma quello di varietà, però visto che il lavoro assegnato ai cavalli è specifico in questo settore viene usata viene usata la parola razza per indicare gruppi di animali con caratteristiche in comune ma in grado di distinguersi per altre. Il progenitore del cavallo esisteva prima della comparsa dell’uomo anche se tuttora non è facile decifrare l’origine delle diverse razze con sicurezza. Nella fase evolutiva dell’ animale è detto Eohippus, poi con i vari cambiamenti atmosferici e ambientali, si arriva al Pliohippus fino a divenire Equus caballus che rappresenta quello attuale. Nel periodo glaciale tali soggetti erano sparsi un po’ ovunque, in America subirono l’estinzione anche se con la venuta di Cristoforo Colombo, tornarono sul palcoscenico. In antichità l’uomo cacciava gli animali a scopo nutritivo ma pian piano diventa parte integrante della sua vita come mezzo di lavoro, divertimento, sport, durante le lotte. Molti studiosi sostengono che i cavalli derivino da una razza selvaggia della Mongolia l’Equus przewalskii, come lo dimostrano anche alcune fonti; tant’è vero che tale razza diede i natali ai cavalli da sella e da tiro. In diversi zoo d’Europa è possibile osservare tali soggetti, in particolare a quello di Praga che ne contiene un numero maggiore. L’altezza di questo cavallo va da 1,23 m a 1,43 m, lo si può ammirare in colori come isabella, baio chiaro con l’aggiunta di zebrature sul dorso; è molto longevo, di solito arriva fino a trentaquattro anni.
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