L’ equitazione western è senza dubbio una pratica particolare perché è complessa e tecnica. Instaurare un rapporto positivo tra cavaliere e cavallo richiede un lavoro paziente di molti anni. Questa pratica non ha nulla a che vedere con le scene della vita dei cowboy del cinema e della televisione dove il cavallo viene presentato come un “mezzo di spostamento” mai come un compagno di lavoro. Un vero cowboy si lanciava al galoppo per riprendere un vitello che si allontanava dalla mandria, si spostava per molti chilometri sotto il sole, la pioggia, la neve e la polvere. Il cavallo aveva un valore notevole perché richiedeva cure, addestramento e una monta particolare, doveva durare il più a lungo possibile. Quando un cowboy si presentava in cerca di lavoro in un ranch veniva guardato non lui ma le condizioni del suo cavallo. Sul cavallo il lavoro svolto era allevamento, doma e addestramento. Il rodeo un tempo era un modo per uscire dall’isolamento e dimostrare la bravura nello stare in sella. Attualmente i rodei sono diventati degli spettacoli per professionisti ben pagati. Anche se il ruolo fondamentale è del cavallo comunque il vero attore è il cowboy che deve esibire la tecnica, il coraggio, decisione e forza. Ci sono però delle prove in cui ancora c’è un feeling stretto tra uomo e cavallo.
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