Alcuni indiani, i Chickasaw, non impiegarono più i
cavalli durante le scorrerie bensì iniziarono ad allevarli scartando quelli più selvaggi e scarni e incrociando quelli di corporatura uniforme, muscolosi e vigorosi. Tali campioni scelti furono notati dagli anglosassoni che subito volevano acquistarne e gli affari di questi indiani incrementarono tanto da creare la prima razza americana: la Chickasaw. Gli stalloni erano impiegati nelle fattorie ed in seguito per le corse, di cui gli anglosassoni erano appassionati; nel XVIII secolo le attività sportive di diffusero tanto che il nome della razza divenne
Quarter Racer.
A causa degli arti piuttosto corti era uno stallone non resistente a lunghe distanze, ma in compenso molto veloce. Durante la corsa verso l’ovest, i primi che raggiunsero i territori nuovi fondarono un allevamento di bovini, nelle immense praterie, e spostavano il bestiame da un pascolo all’altro. Per tale scopo venivano impiegati i Mustang selvaggi, ma non rendevano della bassa statura, brutto carattere, magrezza; lo stallone adatto era il Quarter Racer.
In questo modo venne intensificato l’allevamento di tale razza, selezionando ancor più rigorosamente. Questo stallone dalle grandi attitudini assunse notorietà grazie a Buffalo Bill, il quale istituì un circo itinerante in alcune zone d’America dove si esibiva questo
animale spettacolare, attirando su di se l’ammirazione di molti.
Nella seconda metà dell’Ottocento si diffuse anche nell’industria cinematografica e nacquero i primi romanzi sul mondo western. Nelle grandi città si espanse il rodeo soprattutto durante le fiere agricole con le esibizioni dei cowboy che accumulavano denaro, diventando professionisti. Si può dire che attualmente il Quarter Horse è la razza più diffusa ed impiegata nel mondo e ciò è attestato dall’A.Q.H.A., sede americana, che registra più di due milioni di soggetti; invece in Italia, l’A.I.Q.H. ne registra circa seimila anche se tanti altri non sono certificati ma comunque impiegati nell’
equitazione di campagna.
Secondo l’A.Q.H.A. il Quarter Horse deve possedere un’intelligenza vivace, la testa corta e le orecchie piccole come quelle della volpe; gli occhi grandi e dolci. Il collo deve essere di media lunghezza, un po’ arcuato, il dorso, corto, è in ottime condizioni per la
sella; il petto è profondo e le articolazioni sono sviluppate e pulite. Gli arti posteriori sono dotati di buona muscolatura sia nella parte interna che esterna; l’ossatura è robusta e piatta mentre i piedi sono rotondi e ampi. Tale
animale ha un’andatura naturale grazie ala posizione degli arti sotto di sé.
Le corse a cui partecipano i Quarter Horse sono molto diffuse in America e poco in Europa. Attualmente tale razza sviluppata nel mondo e continua col progredire; contemporaneamente si accentuano le industrie, il commercio, l’allevamento, la monta classica, il
rodeo, i
western show , le varie attrezzature utili al binomio.
La gara si effettua su un tracciato dritto e sabbioso, gli stalloni percorrono l’itinerario a velocità ammirevoli rispetto alla partenza che avviene stando immobili in un box. Non c’è neanche il tempo necessario per escogitare tattiche poiché l’apertura della gabbia e l’esecuzione del percorso, avvengono in modo rapido, basta solo esercitare con tanto impegno per tutta la durata del percorso.