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I serpenti da sempre sono stati ritenuti simboli del male, il loro strisciare, il possesso di veleno di alcuni li ha resi pericolosi e malvagi. Da Adamo ed Eva e in poi, nei vari film, la mitologia, l’aspide velenoso hanno definito questi animali molto infidi. Invece i recenti studi hanno cambiato la loro considerazione a tal punto che oggi vengono pure allevati. Molti esemplari recentemente hanno rischiato anche l’estinzione a causa di quelle poche specie molto velenose, per la preziosa pelle con cui si realizzano borse, scarpe, cinture, per medicamenti e cibo e le zone selvatiche ridotte dall’uomo. I serpenti rivestono un ruolo importante per la caccia ai roditori. Essi rivestono una grande attrazione negli uomini, infatti allevarli richiede molto impegno, gestirli è molto difficile perché non sono animali domestici.

I serpenti si riconoscono dalla forma allungata del loro corpo, non hanno gli arti e la pelle è ricoperta da squame, hanno la lingua biforcuta alla fine e le palpebre fine. Si trovano in tutti gli ambienti, il loro nome deriva dal latino serpere che vuol dire strisciare e vengono chiamati anche Ofidi. Sono animali sensibili e amano la sicurezza e la tranquillità, il loro peggiore nemico è lo stress. Quindi il territorio deve avere molti nascondigli e in una stanza silenziosa, non devono essere toccati spesso, sono affascinanti e per permettergli una vita simile alla libertà non devono essere molestati.

I serpenti appartengono alla categoria dei rettili, non hanno arti e si pensa per il fatto che per la ricca vegetazione e per muoversi meglio li abbiano persi. Quindi in seguito si è formato l’allungamento del corpo con organi sottili e distesi, con molte vertebre che variano di numero da specie a specie; le ossa della testa sono mobili per cui la mandibola si estende in modo diverso dagli altri animali, specialmente nel momento di inghiottire una preda anche più grande di loro. I denti sono aguzzi e ad uncino verso l’interno e vengono usati per catturare le prede. I denti dei serpenti velenosi invece sono provvisti di canali che vi fanno arrivare il veleno fino alla punta. Non hanno orecchie anche se ci sentono bene, le palpebre sono come una calotta trasparente che proteggono gli occhi. Non avendo un torace e un diaframma respirano per deglutizione, la circolazione del sangue è doppia e l’intestino riesce a trattenere più acqua e termina con una cloaca da cui esce urina e viene usata anche per la riproduzione.

Gli organi di senso variano con la specie. I serpenti che vivono nelle fosse vivono nella semioscurità per cui hanno la vista molto ridotta, anche le vipere hanno una pupilla verticale perché originariamente conducevano una vita notturna. I Colubridi hanno una vista sviluppata. Caratteristico è il loro modo di osservare il “periscopio” cioè in posizione semiretta per avere una visuale più vasta. I serpenti con vista più dotata hanno le pupille e gli occhi rotondi. L’organo di senso più rilevante è quello di Jacobson che è situato sul palato che ha il compito di passare le informazioni dalla lingua. Pur non possedendo orecchie essi sentono bene e raccolgono i dati con le ossa della mandibola che li invia al sistema auricolare posto all’interno. Alcuni sono sensibili al colore e riescono a catturare le prede anche nel buio completo.

L’organo di Jacobson viene chiamato anche organo vomeronasale perché situato sul palato. Esso è presente in molti animali come il gatto che gli consente di percepire in modo preciso predatori, prede e compagni. E’ formato da due cavità a forma di sacco e racchiude la lingua biforcuta che porta informazioni della quantità di molecole presenti sia a destra che a sinistra, indicandole così la direzione.

Distinguere il sesso nei serpenti non è facile, in genere i maschi hanno la coda più lunga e spessa alla base; ma la vera differenza si può vedere nella cloaca dove il maschio contiene un pene biforcuto. Gli esperti riescono a riconoscere il senso anche attraverso una sondina inserita nella tasca degli emipeni.

La particolarità di questi animali è il mimetismo tramite cui i serpenti possono nascondersi dai predatori. Vi sono diversi mimetismi, il più conosciuto è l’omocromia cioè assumono lo stesso colore di serpenti velenosi o del luogo dove si trovano; il Lampropeltis triangulum (il Falso corallo) che dona una livrea simile ad un serpente molto velenoso; la fitomimesi fa assumere una forma simile, ad esempio, ad un ramo.

Le abitudini dei serpenti in libertà varia nelle specie e negli ambienti, comunque sono animali tranquilli. Nelle zone calde si muovono più di notte, nelle zone temperate e fredde cercano posti caldi; per cacciare le prede richiede molto impegno perché non sono veloci.

Il modo di muoversi dei serpenti è particolare, vi sono diversi movimenti nello strisciare: la locomozione ondulatoria orizzontale, la locomozione rettilinea, la torsione laterale e la locomozione a fisarmonica. Comunque si muovano essi, non raggiungono grandi velocità, la locomozione preferita dai serpenti più grossi è quella rettilinea. Alcuni riescono a saltare facendo spinta sulla coda, alcuni sono violenti cioè sono capaci di lanciarsi dagli alberi allargando le costole per aumentare la forma del corpo.

Il serpente è stato un animale dal simbolo positivo, il suo cambiare la pelle era evoluzione e rinascita. Era nemico dei ratti che portavano malattie ed epidemie. Il veleno dei serpenti veniva usato in medicina per cui accompagnava le raffigurazioni di Esculapio. I serpenti facevano parte anche del culto, infatti vanivano anche allevati e consacrati, ancora oggi il simbolo della medicina è il caduceo, un bastone con uno o due serpenti attorcigliati intorno. Era anche il simbolo di Ermes, il dio del commercio. Anche i capelli di Medusa sono fatti di serpenti, è il simbolo del caos, della selvatichezza, della donna sensuale e strega.

La pelle dei serpenti è formata da diversi strati. Quello più interno è il derma ed è composto di riserve di grasso, quello in mezzo il derma lasso, contiene la colorazione della pelle, quello esterno è cornificato e squamoso, la testa è ricoperta di squame più grandi e lunghe di quelle del resto del corpo. Questo strato è quello che viene abbandonato nella muta. Viene cambiata tutta la pelle esterna e per intero fino alla coda. Si possono avere da una muta all’anno a tre o quattro. Se durante il periodo della muta nel terrario vi è poca umidità, basta bagnare delicatamente la parte con acqua tiepida per aiutare il distacco, se invece la pelle non si stacca basta infilare il serpente in un sacchetto di stoffa bagnato, per un’ora.

La parte terminale della coda, chiamata sonaglio, si è formata grazie ai resti delle mute precedenti, infatti questi anelli di pelle durante il movimento fanno sentire questo suono.
 
I serpenti non sono animali domestici e vanno toccati il meno possibile per il loro beneficio. Ma è inevitabile toccarli quando si deve pulire la teca o si devono portare dal veterinario.
E’ importante allora saperli prendere senza spaventarli evitando il morso. Sarebbe utile indossare il guanto, i movimenti devono essere lenti, la mano aperta e le dita chiuse sopra la testa per fargli sentire il calore, l’altra mano invece accarezza il resto del corpo fermandosi alla metà.
Ad esempio il pitone che non ama le strette, non va afferrato ma sostenuto altrimenti attacca.
 
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