Il pony non deve in nessun caso oltrepassare l’altezza del garrese e deve quindi misurare 1,48 m, è adatto ai bambini poiché è la sua statura che lo permette. Questo animale viene misurato con il pony metro (misuratore a laser) che può essere utilizzato anche a distanza in modo tale da evitare lo spavento dello stesso. Il pony non è dotato solo di una piccola struttura ma differiscono dai cavalli in quanto costituiti da una particolare conformazione e per il carattere che è più dolce. Il giovane cavallo è dotato di una ingente forza e spirito di sottomissione verso chi lo monta; i suoi occhi sono ben delineati ed espressivi, grandi e di colore scuro. La fronte dell’ animale è piuttosto piatta ed ampia, mentre le orecchie sono dritte, di piccole dimensioni e molto attente a ciò che accade intorno ad esso. La struttura del pony è compatta, le zampe,asciutte e corte, sono dotate di zoccoli molto piccoli e resistenti per ogni tipo di suolo.
Il pony non è da considerare come una razza ma un raggruppamento di diverse razze con caratteristiche in comune, possono essere spontanee e naturali, alcune vengono scelte dall’uomo e riportano il nome del luogo di origine. Molto importanti sono le razze di pony adibite allo sport, le specie migliori, in base a giudizi di esperti, risultano quelle inglesi ed irlandesi. Vittorio Orlandi ci dice che furono fatti tentativi di allevamento anche in Italia ma si rivelò un problema soprattutto sul fattore economico. I pony inglesi ed irlandesi subiscono ancora l’influsso dell’antico in quanto i bambini tengono l’ animale in casa e lo impiegano alcune volte come proprio mezzo di trasporto. Inoltre furono anche acquistati pony olandesi ma si impiegava parecchio tempo per l’addestramento al lavoro.
I pony sono adatti durante le prime nozioni d’ equitazione per i bambini anche se, ancora oggi, il mondo di questi affettuosi cavallini non è molto apprezzato. L’approccio con questi equini è più semplice in quanto sono maggiormente proporzionati alla struttura fisica dei fanciulli evitando soggezioni e paure. In antichità i pony erano tenuti nei parchi delle città e nei giardini pubblici e si facevano montare dai bimbi per passeggiare lungo i viali. Con il Cavaliere Vittorio Orlandi, in Italia, la situazione cambiò sviluppando una struttura equestre, il pony club, per i fanciulli dai 6 ai 16 anni. Lo stesso cavaliere ci riporta la formazione del pony Club Fiorello che risale al 1976 tentando di rendere più noto lo sport equestre; infatti creò una presentazione pubblica equestre detta “Un cavallo per tutti”, a Brescia, la quale rappresentava uno spettacolo equestre dove partecipavano anche bambini che si esibivano con i pony. Esisteva comunque una struttura, la Scuderia Capinera a Casorate Sempione munita di scuderie, ogni tipo di maneggio, veniva seguito l’esempio straniero soprattutto nell’avvicinamento e nella monta di un soggetto proporzionato alle proprie dimensioni fisiche. In questo modo nacque la prima vera azione per appassionare i giovani a questo mondo e mettere in evidenza il pony in ogni lato del suo carattere.
Il binomio bambini- pony deve essere curato con attenzione dall’istruttore per ottenere ottimi risultati.
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