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Per poter iniziare l’equitazione, l’età adatta va dai sei agli otto anni e l’esercizio va seguito in modo graduale per evitare l’affaticamento del bambino; in tale disciplina è di sostanziale importanza la divisa che viene indossata soprattutto dalla prima lezione ed è definita cap.
Con il progredire del tempo vengono acquistati alcuni indumenti e accessori come i pantaloni da equitazione, gli stivaletti e i guanti; a seconda della temperatura si aggiungono la camicia e un golf.
Durante le competizioni, le premiazioni, gli esami di solito si indossa una divisa diversa; quando si effettuano concorsi di salti ostacoli, dressage, gare di presentazione i pantaloni sono di colore beige, gli stivali marroni, il cap scuro, la camicia e la cravatta sono bianche e la giacca è nera o blu durante una gara e in altre occasioni è tweed.
Nel periodo estivo (maggio-settembre) viene indossata una camicia a maniche lunga bianca con la cravatta della scuola al posto della giacca. Durante le prove di campagna e in piano, si indossa un casco con mentoniera invece del cap, una maglia adatta al luogo che sostituisce la camicia e la giacca e una casacca per le corse negli ippodromi. Invece per quanto riguarda la divisa da indossare durante i giochi, è la stessa che si adatta nei concorsi l’unica differenza è costituita da una maglia coreana a maniche lunghe, in inverno, che riporta la tinta del pony club e in estate è con le maniche corte a giro collo.
E’ importante ricordare che la divisa va mantenuta con cura, questo è un compito dei ragazzi ed è parte integrante della materia in questione.
Quando il pony si trova in scuderia, per prima cosa bisogna pulirgli la letteria dalla paglia sporca con un forcone, accostandola alla parete, e sostituirla con quella pulita; nel caso in cui il box sia privo di abbeveratoio bisogna comunque posizionare un secchio d’acqua.
In seguito bisogna governare il pony ovvero effettuare determinate operazioni affinché l’animale sia sempre in buono stato sia per quanto riguarda la pulizia che la salute.
 
Lorena Cristofoletti è considerata il maggior esperto sulla didattica e un’esperta istruttrice dei bambini. Nella prima lezione si cerca di far accostare l’allievo al pony per familiarizzare, quindi viene condotto nel box per farlo entrare a contatto con l’ambiente in cui vive. Viene insegnato a posizionare la staffa e come si monta poi, a seconda dell’età e dose di coraggio, il bambino fa ruotare l’animale alla corda oppure a mano.
Non tutti gli allievi sono uguali perciò bisogna procedere con cautela per evitare eventuali traumi; se un bambino giunge a scuola quando il corso è già cominciato, si effettuano delle lezioni private per farlo arrivare allo stesso livello dei compagni e per facilitare l’insegnamento vengono fatti svolgere giochi ed esercizi di ginnastica sulla sella. Inoltre c’è una successione di piccole prove con premio finale per spronare il fanciullo in modo tale che egli non abbia paura e lavorino con l’animale in modo sfrontato.
Nel momento in cui l’allievo è in grado di effettuare alcuni esercizi può entrare a far parte del gruppo degli esordienti e la prima lezione diventa più lunga di durata. Una caratteristica sostanziale dell’addestramento è il continuo cambiare altrimenti diventerebbe noioso, i fanciulli devono avere il desiderio innato di apprendere quindi bisogna mantenere attivo il loro interesse.
Però è opportuno possedere anche una buona dose di pazienza, soprattutto con i cavalieri più piccoli; per raggiungere ottimi risultati il docente deve seguirli attentamente dai primi passi poiché è sufficiente un po’ di distrazione che potrebbe causare danni seri.
 
Lo sviluppo muscolare del bambino viene accentuato dalla ginnastica a cavallo che consente un rapido equilibrio del pony e armonia nei movimenti del binomio. All’inizio vengono effettuati esercizi in piedi, attorcigliando le redini in modo tale da non ostacolare l’attività; vengono svolti circa 10 esercizi mantenendo un assetto corretto. Per sviluppare ulteriormente i muscoli della schiena bisogna tenere le mani dietro la sella e vengono sollevate con cautela le ginocchia per poi tenere alla posizione iniziale; poi la gamba viene allungata in avanti con le mani sulla parte della sella posteriore al seggio e si conduce l’altra gamba su questa ultima. Stando in sella mantenendo i talloni bassi, si tengono le mani nella parte posteriore della sella con i talloni abbassati e le punte dei piedi effettuano un movimento che va dall’esterno verso l’interno. Il senso dell’equilibrio si forma restando immobile, gli occhi chiusi e con il mento sul petto vengono eseguite delle rotazioni con la testa in entrambe le direzioni; per sciogliere la muscolatura si allargano le braccia in senso orizzontale e si fanno ruotare con il busto tenendo il bacino bloccato. Inoltre vengono eseguiti esercizi un po’ più complessi; un altro compito che viene effettuato è quello che iniziando dall’assetto standard, le braccia vengono incrociate dietro la schiena, si effettua un movimento su è giù sulla sella sia da fermi che al trotto senza l’utilizzo delle staffe. L’allievo inoltre tenta di avvicinare la punta della mano destra a quella del piede sinistro e lo stesso vale per l’altra mano; per mantenere l’equilibrio la testa deve stare sempre alta e il bacino sollevato. Questi esercizi sono indispensabili per un buon addestramento dell’amazzone e devono essere eseguiti in modo costante per ottenere un ottimo risultato finale.

L’assetto : l’adeguata posizione dell’allievo è costituita da scioltezza, sicurezza ed equilibrio per controllare al meglio il proprio pony, con il sostegno dell’istruttore.

Gli aiuti : tali strumenti aiutano il ragazzino a governare il proprio stallone e si dividono in aiuti naturali costituiti da mani, gambe e la mole del corpo e gli aiuti artificiali quali gli speroni e il frustino; si può dire che sono gli stessi mezzi impiegati per il cavallo. Le nozioni vengono insegnate in tempi brevi per non affaticare troppo l’allievo. Le persone esperte possono lavorare con gli animali alla corda di cotone o cuoio, di forma rotonda oppure piatta; in questo tipo di attività è fondamentale il capezzone, posto per facilitare la respirazione e deve essere legato in modo adeguato in modo tale che l’animale non si ferisca.

Tecnica del salto : è opportuno che il cavallo si senta sciolto nei movimenti ad eseguire il salto in modo naturale, come se lo facesse senza il cavaliere; vi sono degli esercizi che preparano il binomio a saltare in modo corretto. Nel primo caso si cerca di far passare il pony su una barriera a terra e il cavaliere deve accompagnarlo con il busto piegato in avanti e le mani sulla bocca.
Il secondo esercizio è determinato dal superamento dei cavalletti dall’altezza varia in base alla loro posizione sul suolo; un altro compito importante è costituito dal posizionare gli animali all’esterno del cerchio eseguendoci ogni tipo di andatura. Per quanto riguarda la tecnica del salto, vengono piazzati ostacoli di 60 cm di altezza; quando è il momento di saltare il binomio viene avvisato da una barriera posta prima dell’ostacolo da superare.
Non bisogna in nessun caso abbassare lo sguardo conducendo l’animale in modo perpendicolare rispetto all’ostacolo; nel momento in cui l’animale ha superato l’ostacolo, poggiando i posteriori al suolo, torna in una posizione di equilibrio. Se il cavaliere non riesce a riprendere l’equilibrio deve lasciare le redini e afferrare la criniera lasciando l’animale libero di eseguire la parabola senza essere infastidito. La varie fasi di istruzioni vanno effettuate gradualmente e, soprattutto, con una dose maggiore di pazienza se si ha di fronte piccoli amazzoni. Nell’area equestre sono fondamentali i primi passi che scaturiscono ad una buona partenza come un abbandono della disciplina.
Pubblicato in : cavalli,
Tags : equitazione bambini, equitazione, cavalli, cavallo, animali domestici, animali

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