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Il salto ostacoli è una delle discipline più spettacolari dell’equitazione in cui l’uomo e il cavallo si fondono per raggiungere lo stesso obiettivo di superare gli ostacoli senza timore, se si commettono errori viene alterato il risultato finale. Il fatto di saltare l’ostacolo richiede un intenso sforzo fisico ma anche molta determinazione e coraggio, inoltre essere superato in breve tempo senza farne cadere nessuno.
L’ostacolo viene visto come un nemico da sconfiggere al galoppo, con grande coraggio soprattutto nel momento in cui il cavallo si alza da terra. Molto importante è l’intesa che si crea tra l’animale e il cavaliere in quanto questo ultimo riversa la volontà oltre l’ostacolo e il cavallo si tuffa nel suo inseguimento.

Il binomio uomo-animale, con l’obiettivo della vittoria, deve possedere tecnica, doti fisiche, equilibrio e ottime prestazioni; la vittoria viene concepita come l’appagamento di aver eseguito una competizione e aver sconfitto la paura di volare.

Non c’è una norma che indichi le migliori particolarità di un cavallo che salti gli ostacoli, però si ottengono risultati migliori con un cavallo in regola. Infatti un concorso ippico richiede determinate doti fisiche; gli ostacoli sono molto elevati, proprio per porre difficoltà agli atleti, disposti a distanze che richiedono un ingente impegno e rendono più complicato un percorso della competizione. Il cavallo deve possedere una buona formazione nel lavoro in piano poiché deve prestare molta attenzione a quello che l’atleta gli comunica; riuscirà ad eseguire curve rapide senza perdere equilibrio e avendo piena fiducia nel suo cavaliere. Innanzitutto il cavallo deve essere dotato di muscolatura del posteriore in quanto rappresenta la partenza dello scatto, per poi eseguire il salto. I suoi arti devono essere sani e forti per sopportare il peso del corpo che poi viene scaricato sugli arti anteriori al momento della ricezione. Gli zoccoli devono essere larghi e in un buono stato poiché se sono stretti rovinano il lavoro del saltatore; l’incollatura deve essere attaccata bene alla spalla da essere usata come bilanciere per equilibrare il corpo durante i vari momenti del salto. Il cavallo deve possedere uno spirito combattivo con sangue freddo e rapidi riflessi che gli permettono di vincere e combattere le molteplici difficoltà.

Il cavaliere per i salti ostacoli deve avere ottime capacità nell’esecuzione e in particolare buon  controllo fisico e psicologico nel concorso ippico in poco tempo deve esprimersi al meglio nelle tecniche. Questo porta ad un forte stress psicologico che il cavaliere deve mantenere sotto controllo in quanto potrebbe incidere sull’acutezza dei riflessi e la leggerezza della monta, scaricando tutto sul cavallo. Fondamentale nella formazione del cavaliere è che lui non deve pretendere dall’animale un lavoro rapido e meccanico, ma in modo piuttosto sommario. E’ importante tenere in considerazione le influenze che incidono sulle reazioni del cavallo, che possono essere lo stato psicologico, fisico e gli agenti esterni. Se non si riesce a padroneggiare il cavallo, si entra in uno stato di confusione oppure, alcune volte, reazioni violente che possono rovinare il rapporto di fiducia con l’animale. L’atleta di un concorso ippico deve possedere freddezza emotiva e, nello stesso tempo, sensibilità e pazienza per divenire un vincitore.

Tra cavallo e cavaliere c’è una certa sintonia soprattutto quando si avvicinano, nel galoppo, ad ostacolo prima del salto: il cavallo mantiene lo sguardo fisso sull’ostacolo e il cavaliere va molto oltre. Durante la preparazione al salto, l’uomo cerca di comunicare al cavallo le azioni da seguire però, privo di mezzi per farlo, non fa altro che trasmettergli il proprio volere in un rapporto di fiducia. Questa fiducia permette al cavaliere di montare l’animale e fare in modo che esso decida per il salto. Il più delle volte capita che è proprio il cavaliere ad accusare timore al momento del salto e non il cavallo, il quale risulta pronto a saltare l’ostacolo. Di solito l’impressione del rifiuto si ha nelle ultime 3 o 4 falcate, ma il cavaliere può predominare sul cavallo imponendogli la sua volontà. La fiducia nel salto scaturisce dal coraggio che il cavallo avverte nel suo cavaliere.

Il salto ostacoli risale al XIX secolo; in precedenza i cavalli venivano adoperati per scopi bellici oppure per hobby dai nobili su percorsi di campagna e, prima della vendita, venivano sottoposti ad alcune prove come il superamento di staccionate o altri ostacoli su terreni incolti. Ciò contribuì alla creazione di grandi competizioni di salto in campi recintati dove venivano posizionati degli ostacoli mobili e artificiali (muri, fossi, specchi d’acqua…). Il primo concorso venne fatto a Parigi nel 1886, invece in Italia giunse dopo 20 anni; a Torino, nel 1884, si organizzò il primo concorso ippico italiano in cui vi partecipò solo la Scuola di Cavalleria di Pinerolo dando dimostrazione dell’equitazione esercitata in passato sottolineando il dressage e il lavoro sugli ostacoli. Federico Caprilli fu il rivoluzionario profeta dell’equitazione naturale durante il concorso milanese del 1893, egli contribuì ad un sistema di monta “naturale” permettendo la libertà d’incollatura sul salto rendendo la disciplina spettacolare. Tale sistema fu effettuato nel 1902 a Torino nel Concorso Ippico Internazionale d’Italia, confermandone la validità. Con il passare del tempo il concorso subì assidue evoluzioni infatti, attualmente, è divenuto un tipo di competizione in ambienti chiusi e ristretti; anche i regolamenti sono cambiati. Nel 1912 a Stoccolma, nei giochi olimpici, venne inclusa per la prima volta la medaglia d’oro a squadre che fu vinta dalla Svezia, e l’oro individuale fu dato ad un francese. Al giorno d’oggi, il concorso ippico costituisce l’emblema dell’equitazione moderna e lo sport più celebre nel mondo.
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Tags : salto ostacoli, cavallo, cavalli, animali domestici, animali

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