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Prima della sella, per gestire un cavallo, veniva usato il morso; le imboccature di un tempo non erano come quelle attuali ma fungevano per lo stesso scopo, ossia attaccare le redini e padroneggiare il cavallo.
La tipologia di morso “dolce” somigliava al nostro filetto, costituito da due anelli alle estremità per attaccare le redini a partire dalle labbra del cavallo.
Invece il morso severo veniva considerato come un elemento di tortura, formato da guardie laterali e dischetti che schiacciavano la lingua del cavallo.
Con il passare del tempo subì delle modifiche aggiungendo una catenella che passa sotto la barbozza del cavallo (per questo, barbazzale) migliorando la qualità infatti il cannone mentre ruota, spinge sulle gengive e il barbazzale preme sotto il mento aumentando l’azione.
Durante l’epoca barocca vennero perfezionate le imboccature e ne fu adoperato un tipo che consentiva maggior comandi del cavaliere sulla bocca dell’animale.
Recentemente si sono sviluppate alcune varianti di queste imboccature; il filetto è liscio, con due snodi centrali; dalla morfologia degli anelli laterali, dove sono poste le redini, può essere a oliva, a D, ad anelli semplici; il cannone intero è liscio, in cuoio, gomma o più rigido.
Il diametro del cannone è superiore rispetto alla severità dell’imboccatura; per i puledri si adoperano filetti di diametro maggiore per fare in modo che la loro bocca rimanga fresca.
 Invece il cannone diritto che spinge sulla lingua e gengive; a mezza libertà, che preme soprattutto sulle gengive; a libertà di lingua, cioè la lingua non è in grado di contrastare l’effetto sulle gengive da parte del cannone.
Dal morso deriva il Pelham, un’imboccatura che consente di stabilire le redini sia dal cannone che in basso alle guardie da poter essere adoperato come filetto o morso. Anche il morso spagnolo, o modello Kimblewich, ha la stessa derivazione di quello precedente che possiede le guardie a D; infine c’è il “morso carrozziere” che è dotato di guardie piatte con asole di diversa altezza per graduare il lavoro della leva.
L’imboccatura correttiva è un filetto elevatore che solleva la testa del cavallo servendosi di anelli; dopo l’imboccature vengono adoperate delle redini speciali, quelle di ritorno o quelle tedesche. Queste redini servono a flettere l’incollatura, però l’animale deve essere in grado di usare al meglio i propri arti.
Per fare in modo che il cavallo non sollevi la testa vengono adoperate le martingale costituite da un collare e una cinghia che, posta al sottopancia e scorrendo nel collare, si divide di una “forchetta” con due anelli alle estremità dove poggiano le redini.
La martingala fissa, è formata da una cinghia di cuoio che è situata dietro il mento del cavallo ed arriva direttamente al sottopancia, scorrendo tra gli arti anteriori dello stallone.
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Tags : imboccature cavalli, equitazione, cavalli, cavallo, animali domestici, animali

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