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Il completo è la specialità equestre più spettacolare e che affascina la maggior parte degli appassionati che si trovano a bordo campo; inoltre richiede un maggior impegno sportivo. Fino a qualche decennio fa era prerogativa dei militari (Military) invece oggi è divenuta più popolare; prima della nascita della meccanizzazione in campo militare, ogni ufficiale aveva il desiderio di possedere un cavallo da impiegare in più situazioni. Si trattava di un animale su cui poter contare sempre, un po’ nevrile ma ubbidiente al padrone, resistente nelle attività, intelligente e coraggioso nell’affrontare ostacoli; per tale ragione questi ufficiali, oltre a partecipare ad esercitazioni militari, seguivano anche partite di polo, corse, cacce con il proprio stallone. Dato che le varie scuole di cavalleria erano diffuse in tutto il mondo, venivano messe a confronto le diverse tecniche di addestramento impiegate a scopo difensivo e offensivo, infatti ciò portò alla formazione di Campionati del cavallo d’Arena in Italia, Francia e Belgio nel 1900. Il Military fu introdotto tra le specialità olimpiche, per quanto riguarda i Giochi di Stoccolma nel 1912, pur mantenendo caratteristiche militari nell’addestramento. All’inizio si eseguiva una marcia in campagna di 54,700 km, con relativi ostacoli, in un tempo massimo di 4 ore; poi c’era un giorno di riposo e in seguito si ripartiva in una corsa su una traccia con 10 ostacoli da oltrepassare e il giorno seguente si dovevano superare 15 ostacoli standard del concorso ippico. Nel 4° giorno il binomio sopravvissuto effettuavano una ripresa per mostrareche lo stallone era ancora in ottime condizioni; tale pratica venne riproposta nei Giochi Olimpici di Parigi nel 1924. Nei Giochi a Berlino del 1936 vinsero i padroni di casa eseguendo sequenze rocambolesche, infatti la squadra germanica era costituita da 3 gruppi che dovevano superare le prove e se si falliva, veniva penalizzata l’intera formazione, quindi sarebbe stato negativo sia perché gareggiavano in casa e sia davanti ad Adolf Hitler. Ci fu il caso di un tenente coraggioso che cadde durante la prova del cross country rompendosi una clavicola, ma con estremo coraggio tornò in sella per concludere la prova e lo stesso accadde il giorno seguente in un concorso ippico ottenendo comunque la medaglia d’oro per le ottime qualità degli altri componenti della squadra. Nel 1956 vinsero la medaglia d’oro squadre britanniche di cavalieri con abiti civili; si trattava di Giochi Olimpici di Melbourne anche se le prove equestri vennero effettuate a Stoccolma. L’Australia vinse in tutti i settori alle Olimpiadi di Roma qualche anno dopo; invece nel 1964 l’Italia vinse a Tokyo dove emerse la bravura di Mauro Checcoli, attuale presidente della FISE, che continuò estenuante a gareggiare anche a Los Angeles dove arrivò all’ottavo posto. Le Olimpiadi di Tokyo furono importanti perché estesero le specialità equestri del concorso completo anche alle amazzoni che figurarono rapidamente con la vittoria di una di loro nei Giochi di Città del Messico nel 1968 seppur con difficoltà legate a condizioni atmosferiche. Nel 1972 a Monaco il primo posto era occupato dai britanni conquistando il titoloni Campioni del mondo, invece a Montreal nel 1976 il primo posto era conquistato finalmente dagli americani. Le Olimpiadi di Mosca del 1980 furono le più contrastate, vi parteciparono pochi Paesi occidentali e la vittoria fu di un italiano accompagnato dal fratello e due amazzoni che conquistarono anche l’argento a squadre. Erano sette le squadre che gareggiavano a Mosca e 17 invece parteciparono alle contro-Olimpiadi di Fontainebleau (vicino Parigi). Recentemente ci sono state competizioni a Los Angeles nel 1984, dove la vittoria è stata degli stessi americani, però l’oro fu conquistato da un neozelandese che tra l’altro vinse anche a Seul nel 1988 con il suo stallone. Questo tipo di concorso è costituito da 3 prove:
Tali prove devono essere effettuate con lo stesso stallone per mostrare le qualità richieste al binomio come l’affiatamento, resistenza e capacità tecniche. Nel primo giorno viene eseguita la prova di dressage di circa 7 minuti in un rettangolo; può verificarsi anche in 2 rettangoli ma ciò implicherebbe maggior tempo e spazio. La seconda prova, quella di fondo, è suddivisa in 4 fasi segnate da lettere dell’alfabeto: Fase A: si esegue una marcia in campagna al trotto o leggero galoppo in un tempo stabilito che se viene oltrepassato, comporta penalizzazione. Le marce preparano l’ animale alle prove che seguono, ovvero lo steeple e il cross country che sono più complesse; durante il mattino si esegue la prima marcia con lo scopo di sciogliere la muscolatura dello stallone e iniziare una determinata concentrazione e assetto con il cavaliere. Prima di eseguire la marcia il cavaliere perlustra l’ itinerario con un qualsiasi mezzo per meglio preparare il cavallo e non affaticarlo nei punti più complicati tenendo a mente le varie traiettorie; smarrirsi in una traccia comporta punti negativi e scoraggia l’animale fino a compromettere la riuscita della gara. La seconda marcia invece viene effettuata con lo scopo di rinvigorire l’ animale informandosi sui suoi tempi di recupero; in norma le marce si eseguono con una staffatura regolare per equilibrare l’ assetto e vengono accorciate le redini per lo steeple, come accade nella fase C. Se il cavallo è affaticato dallo sforzo della prova dello steeple, tra tutte e due le marce è consentito un lieve ritardo prima di arrivare al cancello di partenza; è opportuno che l’ animale sia sempre in forma prima di cominciare una prova, con l’aiuto del cavaliere che deve tranquillizzarlo, essendo a conoscenza del tracciato da seguire. Fase B: viene effettuata una veloce galoppata, in un percorso lineare, superando 9-10 ostacoli che possono essere siepi o staccionate (steeple-chase); anche qui bisogna rispettare il tempo massimo. Questa fase della gara si effettua su una zona che non deve essere per forza una pista di ippodromo ma anche un prato fiorito di steccati o nastri colorati al confine. Lo steeple non è molto seguito dal pubblico, che preferisce partecipare al cross, in compenso è una fase straordinaria con un binomio in perfetta armonia ed esegue falcate eccezionali. Un ruolo essenziale è occupato dall’ assetto, simile a quello dei fantini di corse ostacoli; si impiega una staffatura di 6-8 buchi e il cavaliere porta le mani in avanti poggiandole sul collo dell’ animale con il busto dritto. Durante i salti, l’ assetto deve interagire con il cavallo e il cavaliere, al minimo, può controllare i suoi movimenti; i giri del tracciato allo stesso modo sono effettuati in modo differente. Uno stallone sottoposto ad un buon addestramento, prosegue in modo tranquillo poiché conosce il percorso e dopo alcuni metri, al momento di cambiare assetto, assume una determinata velocità sempre in base al terreno da percorrere. Alcuni soggetti preferiscono affrontare le curve da una mano piuttosto che dall’ altra da rendere al meglio la sua prestazione; tali curve sono strette ed ampie ma è opportuno affrontare quella stretta per facilitare all’ animale la scelta del punto con superiore curvatura. L’ obiettivo viene raggiunto anche grazie al fatto che il cavaliere conosce già, in seguito alla perlustrazione effettuata precedentemente, l’ itinerario. Per quanto riguarda il salto ostacoli il cavaliere, dal canto suo, deve avere le gambe aderenti, le mani portate vicino al garrese ed immobili soprattutto durante l’ accostamento. L’ animale avanza in modo regolare, nel caso in cui parte in anticipo non dovrebbe ostacolare, a meno che il cavaliere non intervenga in modo errato con le mani; anche durante un concorso ippico è concesso poiché l’ animale deve effettuare una parabola verso l’alto, invece nello steeple il salto è costituito da una falcata ampia del galoppo. Per raggiungere tale scopo l’ animale deve eseguire in modo sicuro la fase di accostamento magari aiutato, quando necessita, da una voce sostenuta o dal frustino, in particolare affrontando i primi ostacolo. Nel mezzo della corsa vengono avvicinati gli ostacoli e nella parte terza e conclusiva, verso l’ arrivo e in questo caso influisce la conoscenza profonda del proprio stallone. Anche la conoscenza del terreno ha una sua importanza infatti durante la pioggia si appesantisce e il cavallo è costretto a un ‘andatura più lenta, se invece il terreno è in discesa bisogna fare attenzione a cadute causate da possibili inciampature degli anteriori. La seconda marcia costituisce il punto di arrivo della fase dello steeple quindi non si effettuano pause, ma si rallenta l’ andatura e si prosegue la marcia in modo rilassato. Fase C: si esegue una marcia dalle stesse caratteristiche di quella nella fase A, l’unica differenza sta nel far riposare l’animale in seguito alla prima fatica relativa al superamento allo steeple e prima di intraprendere quella del cross country, più intensa. Fase D: costituita da un itinerario di campagna di 8 km con 28-32 ostacoli diversi da superare, il tempo limite è di 12-13 minuti con una velocità di 570 m al minuto. Altri fattori che penalizzano sono gli errori effettuati nelle aree di suolo attorno ad ogni ostacolo del cross country; tali ostacoli sono fissi quindi non possono essere abbattuti dallo stallone, in oltre vengono puniti gli scarti del binomio ed eventuali cadute. L’ultima prova, quella del salto ostacoli, non rappresenta un livello impegnativo e mira a mettere in evidenza le sane qualità atletiche dell’animale, in seguito alla sequenza nel cross country; anche in questo caso vengono evidenziati punti negativi, per gli errori commessi, che vengono aggiunti a quelli totalizzati alla fine delle prove precedenti ed indicano il punteggio finale. Per evitare che si commettano tali errori il cavallo deve essere sottoposto costantemente a controlli medici, in particolare tra una prova e l’altra per assicurarsi che non ci siano contusioni. Il parere di un veterinario è determinante nella classifica in quanto, se lo ritiene opportuno, può non ammettere lo stallone ad una prova successiva.
Come è già stato detto in precedenza, il completo è una competizione ippica divisa in tre prove dove il cavaliere deve far fede allo stesso cavallo. Questa gara si svolge in tre giornate, una per ogni attività anche se ad esempio può capitare che competizioni da completo di diverso livello si sviluppino in uno o due giorni (previsto dal regolamento della FISE). In tale caso viene omessa la prova di salto ostacoli e ridotta quella di fondo, in modo tale da costituire un buon addestramento per il binomio. Il terreno di gioco è circoscritto da una staccionata bianca di piccole dimensioni in cui emergono le lettere che indicano al cavaliere lo svolgimento delle figure. Il pubblico è posto a doverosa distanza, i cavalieri si mostrano in frac e cilindro mentre i cavalli sono coperti da un manto lucentee le criniere sono intrecciate. La classifica, in seguito alla prima prova, viene realizzata dalla valutazione dei giudici e al momento del suono di una campanella si presenta il gareggiante. Durante la gara i cavalli effettuano le figure richieste con scioltezza nei movimenti e armonia.
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