Il cavallo Andaluso, nel Rinascimento, rappresentava un maestoso cavallo da sella; di origini incerte anche se alcuni studiosi sostengono che derivi da una razza indigena e altri, dall’incrocio di un cavallo berbero ed uno autoctono, il sangue però sembra appartenere ad alcune razze inglesi ed irlandesi. L’Andaluso, adibito in tempi passati per le parate e l’ equitazione scolastica, è detto anche “certosino” in ricordo dei frati certosini che ne allevarono la razza mantenendone le proprie caratteristiche. Tra i soggetti andalusi il più noto fu El Morbillo che durante la conquista del Messico rimase ferito e affidato alle cure di un capo indiano; dopo la morte dell’ animale, ne venne eretta una statua come esaltazione che però fu distrutta dai missionari francesi. L’Andaluso fu anche il compagno di viaggio nel 1493 di Cristoforo Colombine da cui si formarono la maggior parte delle razze americane. Si tratta di un soggetto vigoroso e superbo, si muove in modo energico e guerresco tra il passo e il trotto; presenta una testa lunga, occhi grandi e le orecchie sono piuttosto piccole. La sua conformazione è compatta, la coda è attaccata bassa con peli lunghi di poco spessore; gli arti sono frequentemente esili e la sua altezza è di 1,75 m.
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