Un’affezione cutanea molto diffusa nei
gatti è la
dermatofitosi, o tricofizia, provocata dal dermatofita Microsporum canis, che causa l’indebolimento e successivamente la rottura dei peli. L’alopecia inizia a colpire dapprima la testa e poi le restanti parti del corpo. In alcuni casi, l’infezione regredisce spontaneamente in poche settimane, ma è possibile che si manifesti anche in altre zone. In particolare, nelle razze a pelo lungo, questa condizione può interessare l’intero mantello, ravvisabile solo in un discreto diradamento di alcune parti. E’ una patologia molto contagiosa, e può essere trasmessa ad
animali sani, anche dai residui di peli affetti da questo parassita. Il dermatofita in questione si può contrarre o unicamente per contagio diretto dell’
animale infetto, o dall’ambiente circostante contaminato, anche a distanza di giorni (gabbia, spazzole, forbici contaminate, etc.). Si crede che esso sopravviva per diversi mesi, a volte anche un anno, nell’ambiente esterno. Una sua peculiarità è che può infestare non solo i
gatti, ma anche
roditori,
cani, erbivori e dei primati compreso l’uomo. Il
gatto che ha contratto la tricofizia, viene curato con un fungicida orale o topico per un periodo di tempo di sei settimane. La misura preventiva è possibile. Negli Stati Uniti è in circolazione un vaccino, la cui efficienza ancora solleva qualche dubbio. Contrariamente a quanto si è detto sui trattamenti anti-pulci relativi alla pulicosi, non esistendo dei fungicidi che presentino un’attività residua mensile, attualmente l’unico e solo modo efficace è tenere il
gatto a distanza dagli
animali infestati. I
gatti randagi, che non ricevono trattamenti medici costanti e che sovente sono portatori di questo agente infettivo, possono venire a contatto con i
gatti domestici e infettarli, oppure la possono contrarre da
gatti portatori asintomatici di tricofizia. Si rende necessario praticare nei luoghi che accolgono i
gatti randagi, i normali protocolli sanitari ai nuovi arrivati; essi, infatti, vanno messi in quarantena per accertarne le condizioni di salute. Inoltre, si rende indispensabile sottoporre l’
animale ad un esame colturale, nonché alla lampada di Wood. E’ opportuno effettuare un trattamento fungicida prima di una mostra felina, o di altre aree considerate a rischio, per prevenire e ridurre le infezioni da tricofizia. Infine, i luoghi sporchi possono favorire la trasmissione del fungo, ed è bene, dunque, aspirare regolarmente moquettes, tappeti, etc.