Lo standard morfologico adottato nello stabilire la razza del
gatto europeo, proviene da una serie di tratti più noti riconosciuti nel
gatto europeo. La Federazione internazionale felina (F.I.Fe), asserisce che il
gatto europeo puro non sia stato mai contaminato da un’altra razza, e va cresciuto tenendo presente che la sua struttura anatomica, massiccia ed agile, differisce di poco da quella del
gatto domestico
europeo. Al contrario standardizzare il
gatto comune è praticamente impossibile, poiché non esiste un modello ben preciso a cui attenersi, inoltre a tutt’oggi è quasi impossibile dimostrarne la purezza, a causa del moltiplicarsi delle razze. Capita a volte che un
gatto che presenti una mantello di lunghezza medio-lunga, sia scambiato per una razza di provenienza norvegese o per quella tipica tigrata del
Maine Coon o addirittura per il
gatto d’Angora turco, se non presenta un mantello bicolore. E’ facile incappare in degli esemplari comuni aventi tratti tipici del Siamese, quali ad esempio le caratteristiche chiazze bianche, per cui è lecito supporre che i loro genitori siano prossimi a dei Siamesi, ma che non li identifica per questo motivo.
Non è fuori luogo affermare dunque che l’aspetto piacevole ed il temperamento pacifico di questo felino non “nobile” costituisca motivo di vanto, se si pensa inoltre che la razza di appartenenza sia la più datata del mondo. La popolazione americana ed inglese hanno semplificato la questione, pur confermandone per entrambi l’originaria discendenza, e operando una selezione di queste due razze per favorirne la distinzione: l’equivalente americano a pelo corto del
gatto europeo si chiama American Shorthair e quello britannico British Shorthair. Entrambi non si identificano con l’esemplare orinale; non si può affermare lo stesso per l’Europeo comune.