La storia del
gatto Siamese, è rappresentata in un manoscritto del 1350 pervenuto da Ayuthia, ex capitale del Siam, odierna Tailandia. Il naturalista tedesco Pallas, nei primi anni del XIX secolo, ha rappresentato alcuni esemplari bianchi con l’estremità del pelo scure in Asia centrale. In Siam era prerogativa dei Reali allevare con cura ed attenzione questi
gatti. Nel 1984 il Console inglese a Bangkok portò nel suo Paese due
gatti dal cui incrocio nacquero i primi cuccioli premiati nel 1885. il primo Siamese conforme allo standard fu fissato dallo G.C.C.F. nel 1892. Il Siamese Cat Club, primo club di razza, nacque in Inghilterra nel 1901. l’interesse notevole per la razza si ebbe agli inizio degli anni ’20. L’aspetto morfologico, più robusto ed in carne del tipo originario, si discosta notevolmente dall’attuale Siamese. I caratteri descrittivi del tipo d’origine (strabismo, coda con nodo ed il colore verde degli occhi) erano accettati. Attualmente la scelta cura una particolare estetica dai tratti perfetti, infatti la testa è divenuta triangolare, la coda non presenta il nodo ed è ancora più lunga e lo strabismo è stato notevolmente attenuato.
Il
gatto Siamese ha taglia media, longilineo, corporatura muscolosa, slanciato ed agile, portamento elegante. Il peso varia dai 2,5 ai 5,5 kg.
Tutti i Siamesi sono colourpoint con mantello a pelo corto e fitto, che sembra avvolgerlo, con occhi obliqui dal colore blu intenso. Estroverso ed iperattivo. L’età puberale, nella femmina inizia dal quinto mese, i calori si ripropongono a distanza di 15 giorni circa, nella stagione autunnale ed invernale.